Il 5G non decolla – Il TecnoRibelle

Puntata 26 de Il Tecnoribelle di Maurizio Martucci, da oggi una produzione targata interamente ComeDonChisciotte.org

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E alla fine…fumata bianca, sulle Telco l’hanno spuntata i colossi di Airbus e Boing: il pericolo di catastrofi causate dal 5G è concreto e reale e così, causa interferenza con gli altimetri degli aeroplani, il tanto discusso Internet delle cose è stato ufficialmente bloccato, anzi ritirato da tutti gli aeroporti statunitensi per un anno, almeno fino a Luglio 2023. E’ quanto si apprende dall’accordo raggiunto dalla Federazione dell’Aviazione Americana (FAA) con le compagnie telefoniche, tra le quali anche Verizon dell’ex consigliere top manager e attuale ministro italiano Vittorio Colao, costrette ad arrestare il roll out correndo ai ripari in attesa di ipotizzate schermature, ancora tutte da verificare.

Pomo della discordia è la C-Band 5G, cioè la banda usata nello spettro di frequenza radio della microonde centimetriche comprese tra i 4 e gli 8 Ghz, usate sin dagli ultimi anni ’70 in ambito militare e televisivo, riconvertite adesso sui civili per il futuro che mancava. Quale? La paura di interferenze col wireless di quinta generazione con la strumentazione di bordo degli aerei, già nei mesi scorsi causa di una levata di scudi da parte delle compagnie di volo, previsti persino disastri e crisi catastrofiche se il 5G avesse decollato senza freni. E si, perché l’assenza di studi preliminari ambientali e sanitari del 5G si ripercuote quindi nell’assenza di test sulla strumentazione elettronica dei velivoli in cielo, in particolar modo sugli altimetri, indispensabili per fornire dati sull’altezza dal suolo di un aereo e ritenuta cruciale per la fase d’atterraggio soprattutto in caso di maltempo.

Così, dopo l’accordo raggiunto sulla moratoria, la questione è quindi rinviata di un anno, ma il dubbio è se a luglio della prossima estate tutti gli Airbus e Boing potranno essere dotati di filtri elettromagnetici in grado di schermare le interferenze del 5G: ce la faranno? Il sospetto che potrebbero non esserlo è più forte di qualsiasi certezza. Mentre anche in Italia, sale l’allerta: “Dopo l’allarme dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea abbiamo inviato delle PEC al Sindaco di Fiumicino (Roma) e di Bari oltre ad altri soggetti interessati”, affermano Annalisa Buccieri e Giancarlo Vincitorio referenti Lazio e Puglia dell’Alleanza Italiana Stop5G. “La questione è delicata e importantissima, il rischio di interferenze tra 5G e traffico aereo viene segnalato direttamente dalle aziende costruttrici di veicoli civili e militari”.

Già, un po’ come gli effetti atermici e biologici sugli esseri umani, ampiamenti documentati e disponibili in letteratura biomedica e segnalati dalla comunità scientifica internazionale, ignorati però dagli organismi di sanità pubblica, a partire da Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità. Perché quanto in linea precauzionale vale per gli aerei, pare non possa valere per la pelle umana. Infondo, col bene stare pure dell’OMS, le prove sull’uomo dall’INCIRP vengono effettuate sui manichini di plastica riempiti di gel. Perché, mica siamo pezzi di metallo come gli altimetri o i robot, o no?

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Massimo A. Cascone, 03.07.2022

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