Bocciodromo e Welcome Refugees Vicenza rispondono alle polemiche strumentali dell’amministrazione comunale dopo l’acampada solidale

Venerdi 31 Luglio a Vicenza più di 200 persone si sono ritrovate in Piazza Matteotti per l’Acampada Solidale lanciata da Welcome Refugees e sostenuta da numerose associazioni e realtà solidali. Un’occasione che – ancora una volta – viene utilizzata dall’amministrazione comunale per attaccare il centro sociale Bocciodromo.

La situazione a Vicenza negli ultimi mesi per le persone in stato di marginalità è peggiorata, il periodo in cui stiamo vivendo è già reso difficoltoso dall’emergenza sanitaria e dalla crisi economica che ha colpito la maggior parte delle persone.

In quest’estate anomala ci si è trovati davanti agli stessi problemi di sempre. Un elemento ormai assodato è l’incapacità o l’assenza di volontà da parte di chi governa la città di affrontarli diventando, così, essi stessi una delle cause del problema. Infatti, nonostante la situazione la maggior parte dei servizi attivi per i senza fissa dimora dal 30 Giugno sono stati chiusi; è stato chiuso il dormitorio di San Marco, che ospitava 30 persone, e il servizio diurno fornito presso il tendone allestito al teatro Astra. Attualmente restano un totale di 12 posti liberi nel ricovero, a fronte delle 60 persone che vivono in strada.

In questo periodo di emergenza sanitaria sarebbe giusto/doveroso che venissero attuate delle politiche di difesa di chi è più debole, per prevenire lo scivolare di molte persone all’interno della fascia di povertà, innescando dei processi che portano a una lunga serie di emergenze, tra cui quella abitativa. In questi mesi, Welcome Refugees, il Bams l’Ass. Caracol Olol Jackson, il Bocciodromo e molte altre realtà solidali si sono ritrovati di fronte ad un esponenziale aumento delle persone in situazione di povertà e che vivono per strada e ci si è attrezzati, potenziando i servizi autorganizzati e aumentano il numero di volontar*.

Venerdi notte si è voluto scommettere e si è scommesso sull’esistenza di una città in grado di affrontare il cosiddetto “degrado” senza affidarsi prevalentemente a misure repressive, multe, espulsioni e rimozioni di persone senza fissa dimora. Si è voluto credere che esista una città capace di attivarsi per sollecitare l’amministrazione comunale a mettere in atto misure di assistenza e ricovero adeguate. Soprattutto perché delle soluzioni fattibili e dignitose di certo non mancano: dall’aumento dei posti letto in strutture accoglienti, al riconoscimento del diritto alla residenza, come da poco deliberato dalla Corte Costituzionale.

Basterebbero pochi ma significativi atti per invertire una rotta che fa del plateale controllo securitario e della repressione crescente la pratica principale di un governo cittadino che come risposta alla questione dei Senza Fissa Dimora attua una semplice e sola “misura igienica”, trattando queste persone come fossero immondizia da rimuovere e ripulire.

L’acampada, aveva anche l’obiettivo di smascherare la feroce campagna di questa amministrazione contro gli ultimi. E’ noto infatti l’operato dell’assessore alla sicurezza Niccolò Naclerio, vecchia guardia del Veneto Fronte Skinheads e fascista dichiarato che, dal suo ufficio situato proprio dentro al comando di polizia locale, istituisce unità speciali come le pattuglie antidegrado con l’obbiettivo di cacciare i poveri, multarli e rubargli l’elemosina.

L’intenzione di questa iniziativa era anche quella di contribuire alla costruzione dal basso di comunità solidali ricche di autonomia e capacità di affrontare e risolvere direttamente i problemi di chi non ce la fa. Visto che l’amministrazione di questa città sa rispondere solo con l’aumento di retate, multe e repressione. Operazioni di un apparente repulisti sociale che é in realtà una perenne campagna propagandistica di legge e ordine. Apparente perché intende sfruttarla e perpetuarla come macchina del consenso nei confronti di cittadini impauriti e isolati mentre invece é necessario riuscire a rovesciarla costruendo comunità solidali autonome e capaci di cooperazione.

Nella nottata si sono susseguiti numerosi interventi che hanno riportato la situazione attuale dei senza fissa dimora a Vicenza e la necessità di portare avanti una campagna che richieda il diritto per tutte e tutti della residenza e dell’accesso ai servizi. La serata è stata inoltre animata da performance musicali e teatrali che hanno voluto rappresentare e sensibilizzare tramite l’espressione artistica le problematiche che vivono le persone senza fissa dimora e in difficoltà economica. Una nottata ricca e sociale che ha portato centinaia di persone ad attraversare e vivere in modo differente una delle piazze centrali del centro, in una città che l’amministrazione vuole trasformare in una bomboniera .

Durante la notte però la macchina repressiva non si è fermata, infatti, mentre molte delle persone in piazza stavano già dormendo la polizia locale ha provato ad avvicinarsi ad una delle persone senza fissa dimora che aveva partecipato all’iniziativa per svegliarla e allontanarla. La risposta non si è certo fatta attendere in quanto le persone che al momento erano sveglie si sono subito attivate facendo presente l’inutilità di svegliare una persona che sta dormendo per terra alle 4 del mattino per farla spostare di 500 metri.

L’iniziativa, svoltasi in totale tranquillità, si è conclusa intorno alle 6 del mattino, ma gli amministratori della città al risveglio hanno deciso di attaccarsi ad un banale pretesto per attaccare insensatamente l’iniziativa. La risposta del collettivo Welcome Refugees e del Centro Sociale Bocciodromo non si è certo fatta attendere.

Di seguito il comunicato: “L’amministrazione comunale sull’orlo di una crisi di nervi. Capiamo che il dissenso vi dia fastidio, capiamo che vorreste una città obbediente e supina, ma ve lo diciamo, state esagerando. Il Bocciodromo certo non lo sopportate, magari ci pensate nelle notti afose di questa estate torrida, non dormite bene, vorreste plotoni di uomini in blu che ci corrono contro armati di manganelli, gli stessi che usate nella guerra ai poveri in questa città.

Succede poi che quasi duecento persone, proprio per protestare contro le vostre politiche securitarie decidano una notte di dormire nella “vostra” città bomboniera e quindi passino una notte con tende e sacchi a pelo dormendo in una delle piazze centrali della città (vi farebbe bene e ve lo consigliamo, così forse per una volta vi mettete nei panni di chi non ha niente), succede poi che voi, amministratrici ed amministratori di questa città andate in aceto, vi indignate per degli striscioni appesi ad un palazzo, per una performance di teatro che parla delle vostre politiche sulla sicurezza, di canzoni che parlano di chi una casa non ce l’ha…ci sarebbe da ridere del vostro atteggiamento, della vostra ira, del vostro gridare al degrado…della vostra incapacità di accettare il dissenso.

Ve lo ricordiamo sommessamente, il fatto che abbiate tolto la clausola antifascista non vuol dire che automaticamente a Vicenza ci sia il fascismo e che quindi le libertà costituzionali, come quella di fare una manifestazione autorizzata fra l’altro dalla questura non siano più possibili.

L’acampada di ieri sera (venerdì 31 luglio ndr) è stata voluta e lanciata da varie associazioni e realtà solidali della nostra città e non è sicuramente uno striscione o delle luci colorate a far perdere prestigio a Vicenza.

Vi ricordiamo che Vicenza Città UNESCO, patrimonio dell’umanità ha rischiato e sta rischiando di perdere questo importante riconoscimento non per le proteste o manifestazioni varie di piazza legittime ma per aver costruito e voluto oscenità come Borgo Berga, la base Dal Din e la futura TAV. Opere fortemente volute fra i tanti anche da Lega, Fratelli d’Italia , Forza Italia, PD e partiti vari del centro Destra e di centro sinistra. Sbizzarritevi ora sulla necessità di chiudere il Bocciodromo, perché secondo voi per l’ennesima volta una piazza del centro é stata oggetto di degrado e illegalità.

Mai una volta che voi, assessori o amministratori di destra, rispondiate sul merito e sui motivi dell’iniziativa. Probabilmente perché non avete risposte , non avete nessuna idea di come affrontare il problema della povertà, al di fuori di scagliarsi con spot elettorali securitari contro i poveri o gli ultimi della città. Continuate pure a preoccuparvi della bomboniera e della città vetrina o dei fiori a ponte degli angeli, noi continueremo a pensare alle periferie ed al degrado di chi non arriva e fine mese o una casa non ce l’ha, a portare la spesa gratis a casa di un centinaio di famiglie ogni settimana, a fare gli sportelli sulla casa e il sindacato di base nei luoghi di lavoro.

Il vero decoro è il rispetto per la dignità umana.

 Welcome Refugees Vicenza, Centro Sociale Bocciodromo

Condividi questo contenuto...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *