Emissioni delle auto: la Procura di Francoforte indaga su Fca

La Procura di Francoforte accende un faro su Fca. Due mesi dopo la condanna definitiva di Volkswagen per il caso Dieselgate, la magistratura tedesca ha fatto scattare una serie di perquisizioni a carico della casa automobilistica italo-americana.

L’inchiesta, coordinata da Eurojust, ipotizza la frode in commercio: il sospetto è che le emissioni rilevabili in sede di omologazione non siano quelle reali grazie all’installazione, su alcune auto del Gruppo, di dispositivi di controllo del motore non conformi.

L’azienda, che negli Stati Uniti ha sborsato circa 800 milioni di dollari per lasciarsi alle spalle una vicenda analoga pur sostenendo di non avere compiuto qualsiasi azione illegale, si dice pronta a “chiarire ogni eventuale richiesta da parte della magistratura”. E, per questo motivo, come ha dichiarato, “si è subito messa a disposizione degli inquirenti”.

Sono in tutto sei le sedi del Gruppo perquisite nel corso dell’operazione nel Baden-Wurttemberg e in Assia, in Germania, e nel Canton Turgovia in Svizzera. In Italia, invece, la guardia di finanza si è presentata su delega del pm torinese Vincenzo Pacileo a Mirafiori e al Lingotto, a Torino, e al Centro Ricerche di Orbassano (Torino). Accertamenti anche in Cnh Industrial, che produce motori per veicoli industriali e commerciali. Gli investigatori sono andati a caccia di documenti sulla progettazione e sui test condotti su alcuni motori diesel.

Si tratta di quelli Euro5 ed Euro6 del tipo ‘Family-B’ – spiega la Procura di Francoforte -, ovvero i 1.3, 1.6 e 2.0 Multijet installati su veicoli dei marchi Alfa Romeo, Fiat e Jeep, nonché sui cosiddetti motori ‘Light Duty/Heavy Duty’ 110, 115, 150 e 180 Multijet.

Sul banco degli imputati un software che, secondo l’accusa, è in grado di controllare il motore e ridurre in maniera artificiosa le emissioni in fase di collaudo, rientrando così nei limiti imposti da Bruxelles, per cui le emissioni inquinanti durante l’uso quotidiano sarebbero superiori a quelle rilevabili in sede di omologazione.

Per gli inquirenti tedeschi, soltanto in Germania i veicoli interessati sarebbero oltre 200mila, tra cui alcuni camper. Questi mezzi, precisa la Procura di Francoforte, “non possono circolare nel mercato comune” e “i proprietari rischiano di essere bloccati”. Le persone che dal 2014 hanno acquistato i modelli Fca sotto inchiesta possono “testimoniare presso la loro stazione di polizia locale”, è l’invito della procura di Francoforte, che ricorda però come “la presunzione di innocenza si applica fino alla conclusione legale della procedura”. E precisa che “nessun risultato intermedio verrà comunicato durante la misura in corso”. “Per potere chiarire ogni eventuale richiesta da parte della magistratura”, dal canto suo Fca, che ha confermato gli accertamenti dell’autorità giudiziaria in alcune sedi europee del Gruppo, “sta esaminando i relativi atti”. Posizione analoga è stata espressa anche da un portavoce di Cnh Industrial.

Fonte: Ansa

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