Ciliegi in Fiore

 

Lo shock è un grido interiore. É l’incapacità di elaborare la realtà che ti circonda. É isolamento. Terrore. Sospensione del pensiero. E genera la nostra remissività incondizionata.

Ma dallo shock ci si può riprendere. Se per un attimo escludi lo stridore delle sirene che violentano le tue percezioni, tornerai ad accorgerti della primavera, dei ciliegi in fiore, e realizzerai di avere ancora attorno a te esseri umani: imperfetti, insicuri, tutt’altro che asettici, ma come te dotati di stupefacente energia vitale e difese immunitarie.

Tornerai a guardare le tue mani senza sospetto, a respirare a pieni polmoni senza angoscia, perché tu sei parte della primavera. Sei l’elemento più incredibilmente complesso di quel meraviglioso equilibrio.

Molte persone in questo momento sono in cammino. Hanno compreso. Hanno alzato lo sguardo. Forse sono stati risvegliati dai fiori del ciliegio. L’illusionista ha dato saggio della sua massima abilità, ha mostrato la mano vuota. Ma loro hanno abbandonato lo spettacolo. Hanno lasciato la sala, e la platea si fa a poco a poco sempre più rada. Non sono interessato a loro, loro sanno già dove andare, io scrivo a te. Se continuerai a leggere queste righe, forse anche tu sarai in grado di fare il primo passo.

Io sono nessuno. Potrei essere un millantatore, un fedifrago, un impostore, una fake news… Che importanza ha? Non devi credere a me. Devi cercare dentro te stesso.

Lascia che io ti suggerisca qualcosa che hai saputo fin dall’inizio. Quello che sta vivendo l’umanità in questi mesi non è soltanto un trauma, è qualcosa di inverosimile, di sbagliato, di inaccettabile. Ecco dove vuoi che io ti conduca: verso il rifiuto, vuoi che io ti difenda dall’orrore di una primavera defraudata del candore dei fiori di ciliegio.

Lo spettacolo è possente. Tutto è studiato nei minimi dettagli per tenerti incollato alla sedia e ottenere il tuo totale assoggettamento. Ci sono i morti, decine di migliaia. I polmoni bruciano, le arterie coagulano, il cuore scoppia. C’è l’impotenza delle istituzioni di fronte al nuovo flagello. Le giuste rinunce e i sacrosanti sacrifici. La costernazione collettiva, la celebrazione degli eroi e la condanna dei furbi. I buoni sentimenti in forma di ossimori: “lontani ma uniti”. La speranza in un futuro migliore: “tutto andrà bene”. La certezza che non lo sarà.

Sali. Alzati in piedi. Guarda oltre il palcoscenico… lascia correre lo sguardo al di là dello spettacolo. Avvicinati. Scruta negli angoli, oltre le quinte. Vedrai le scenografie che stanno per essere installate e potrai immaginare il prossimo numero che verrà imbastito per te.

Nel secondo atto ti verrà di nuovo chiesto di scegliere tra la tua sicurezza e la tua libertà, ma questa volta sarà per sempre. Non preoccuparti: non dovrai veramente scegliere, la risposta ammessa sarà una sola.

Dovrai rinunciare al tuo corpo. A poco a poco sarà ingegnerizzato e tracciato in ogni spostamento: questo è di gran lunga più sicuro per la nuova società, rispetto alla libertà. Ci saranno vaccini obbligatori per tutti ma nessuno studio di tossicità. L’atto di fede verso i produttori e i non-controllori sarà dovuto da parte di ogni buon cittadino: in fondo loro ti amano.

Dovrai abituarti a diminuire i contatti con i tuoi simili. Una buona pratica che potrà essere adottata in tutti i settori della vita collettiva. Dal rito del teatro, che verrà consegnato al passato e sostituito con forme artistiche più evolute e digitali. Alla scuola, che verrà organizzata in chat rooms perfettamente funzionali alla didattica della nuova era, con studenti e insegnanti che potendo disporre di differenti profili, saranno trasformati semplicemente in “users”. Alla produzione e al consumo, che faranno perno unicamente sull’individuo e sulla crescita inarrestabile dei suoi bisogni, sempre nuovi, sempre più esasperati, sempre più irraggiungibili.

Ci saranno problemi per il lavoro e lo stile di vita, questo è sicuro. Il nuovo copione su questo sarà davvero spettacolare. Ma puoi stare tranquillo: non farai la fame da solo. Sarà destino diffuso.

Gran finale: dimentica la politica per come l’hai sempre conosciuta. Alla soluzione dei problemi e alle principali scelte della nuova società sarà deputata “La-Scienza”, o – se si vuole – la comunità scientifica, benché solo la parte di questa comunità che resterà abbracciata all’industria sarà legittimata in autorità. La sua forza sarà la stessa forza della mano vuota. A volte potrà difettare in autorevolezza, ma in nessun caso potrai sottrarti alla sua perentoria dottrina.

Tutto questo era già nei tuoi occhi. Lo avevi percepito fin dal tuo ingresso nella sala. Ma adesso io ti consentirò di ricomporre i pezzi e di vedere l’insieme. Schioccherò le mie dita davanti al tuo sguardo. Lo farò violentemente, perché mi stai ormai implorando di risvegliarti. Avvertirai fastidio, perché lo farò pizzicandoti con la luce del buon senso e con l’irriverenza delle domande.

Non puoi provare nulla a te stesso. Tutto quello che sai sulla malattia, sui morti, sulle conseguenze inevitabili per la collettività, ti è stato raccontato. E’ narrazione. Accogliere dentro di te una determinata sequenza di cause ed effetti, è stato il tuo atto di fiducia verso le istituzioni alle quali deleghi ogni giorno le tue percezioni. Quella narrazione è suffragata da una miriade di prove, ineludibili e agghiaccianti, che puoi riscontrare lì attorno a te, all’interno dell’oscura sala in cui ti trovi. Ma è altrettanto palese dentro di te che sia il mago ad aver scritto e diretto lo spettacolo. Ad un certo punto, dopo aver afferrato il tuo futuro, il maestro della persuasione ha voltato la mano, l’ha disvelata davanti a te, ed era vuota. Tu hai smesso di pensare. Hai perso l’orientamento. Ma adesso, nel momento stesso in cui mi stai leggendo, ecco che stai per risvegliarti.

Come è possibile che per far fronte ad un problema sanitario, qualsiasi sia la sua vera dimensione, si debbano riscrivere tutte le regole sociali, si debbano sacrificare tutti i diritti fondamentali costati all’umanità secoli di battaglie civili? Anche ammesso che questo sia giustificato per un’emergenza, come possiamo accettare che diritti e libertà siano ora cancellati per sempre?

Come abbiamo potuto accettare che venisse scaricata su ciascuno di noi, sulle nostre passeggiate solitarie, sulle fughe galeotte per incontrare la fidanzata, sull’umanità di una stretta di mano o di abbraccio, la responsabilità delle vite perdute? Qual è stata invece la responsabilità delle istituzioni che avrebbero dovuto difenderci dalle emergenze sanitarie?

Se in Italia e solo in Italia abbiamo avuto picchi del 13% di letalità non è legittimo dubitare di come è stata gestita l’emergenza? E’ stato corretto l’approccio terapeutico che si è mantenuto per tutto questo tempo dentro e fuori gli ospedali? E visto l’evidente disastro sul campo, imporre gli arresti domiciliari per 60 milioni di italiani a cosa davvero è servito? E’ davvero ancora necessario?

In un paese dove le infezioni nosocomiali uccidono ogni anno 50 mila persone, l’equivalente di 1/3 di tutte le morti di questo genere nei 28 paesi d’Europa, cosa dobbiamo pensare del personale sanitario che si è immolato per la lotta contro il virus? Li celebriamo come “eroi” e li santifichiamo come “angeli”, non dovrebbero piuttosto essere ritenuti vittime di una strage di stato? Non dovrebbe qualcuno rendere conto per quello che è successo loro?

Se il bilancio dello stato non basta a far fronte al disastro della sanità pubblica, perché Amazon, RCS, il comparto tecnologico e tutti coloro che stanno traendo enorme beneficio da questa situazione, non devolvono agli ospedali pubblici parte dei loro proventi? Perché si fa appello all’etica solo nei confronti del cittadino che deve restare chiuso in casa, magari inviare 2€ per sms alla Protezione Civile SPA, e non si chiede per contro nulla a chi potrebbe davvero fare la differenza?

Perché quest’anno non si è rinunciato ad alzare ancora una volta le spese militari (+ 4%) dirottando fondi verso la sanità pubblica? Mentre cala inesorabilmente la spesa sanitaria, per le armi si è arrivati all’astronomica cifra di 26 miliardi di euro.

Perché lo stato produce direttamente medicinali per i militari e non lo fa invece per i civili? Perché non esiste più una ricerca pubblica e si lascia la nostra salute nelle mani delle corporations, le quali ovviamente investono solo per ottenere nuovi marchi registrati?

Perché non è stata ancora invocata da nessuno una moratoria sulle armi biologiche? Perché dobbiamo tollerare ancora, di fronte ad un disastro immane come quello che stiamo vivendo, che si continuino a costruire chimere nei laboratori di Whuan, di Sigonella, e nel resto del mondo? Perché non si impongono dei limiti alla sperimentazione civile vietando le sperimentazioni azzardate che comportano rischi irreparabili? Il brocardo di venti secoli fa, nato con la medicina, sembra dimenticato dall’avanzatissima ricerca scientifica del XXI secolo: “Primum non nŏcēre”.

E dunque… siamo davvero sicuri che il governo, le istituzioni, l’OMS, ci amino e stiano agendo per il nostro bene? Chi è l’illusionista che calca il palcoscenico?

Perché il regista della fase 2 è l’ex-AD di Vodafone, vicepresidente di RT Industrialists (lobby che tutela gli interessi delle multinazionali) ed ex funzionario della banca d’affari internazionale Morgan Stanley? Perché nella task force troviamo Peter Sutherland della Goldman Sachs e altri personaggi riconducibili al Club Bilderberg, tra i quali il suo presidente Etienne Davignon e Mariana Mazzucato? Non bastava e non sarebbe stato più giusto nei confronti degli elettori italiani che fosse il Ministro dell’Economia a disegnare la Roadmap per la ripresa del nostro paese?

Perché l’uomo che nel mondo rappresenta i maggiori interessi privati nel settore delle tecnologie informatiche è il principale finanziatore dell’OMS? Che relazione c’è tra virus e strategie di sorveglianza informatizzata contro il virus?

Ed ora che il vaso di Pandora si è scoperchiato nella tua testa, prova a rispondere all’ultima domanda, solo a questa. E’ più probabile che i ciliegi abbiano smesso di dischiudere al sole quei bianchissimi e dolcissimi fiori o che colui che ha inscenato questo macabro spettacolo, stia facendo di tutto per impedirti di vederli?

Tra poco il maestro, il mentalista, resterà da solo nella sala dello shock. Davvero non vuoi metterti in cammino anche tu e riempire le tue narici del profumo della primavera?

 

 

Harlock

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