Onu: «Il cambiamento climatico accelera. Sia battaglia serrata, senza distrazioni»

Un rapporto ONU ad ampio raggio sul clima mostra che il cambiamento climatico sta avendo un effetto maggiore del previsto su tutti gli aspetti dell’ambiente e sul benessere dell’umanità.

Il rapporto sullo stato globale del clima 2019, realizzato dall’agenzia delle Nazioni Unite WMO  (Agenzia Metereologica Mondiale), contiene i dati forniti da un’estesa rete di partners. Documenta i segnali fisici del cambiamento climatico, come l’aumento del riscaldamento delle terre e degli oceani, l’accelerazione della crescita del livello dei mari e dello scioglimento dei ghiacci, e gli effetti a catena sullo sviluppo socio-economico, la salute umana, le migrazioni e i dislocamenti, la sicurezza alimentare, gli ecosistemi terrestri e marini.

Nella prefazione del rapporto il Segretario dell’ONU Antonio Guterres mette in allarme sul fatto che il mondo si trova attualmente fuori dalla strada tracciata sia per raggiungere l’obiettivo di rimanere sotto 1.5 gradi di aumento delle temperature, sia di rimanere sotto i 2 gradi indicati dall’Accordo di Parigi.

Parecchi record di alte temperature sono stati superati negli anni recenti.

Il rapporto conferma che quello dal 2010 al 2019 è stato il decennio più caldo di sempre; dal 1980 in poi ogni decennio è stato più caldo di quello precedente.

“Dato che i livelli di gas serra continuano a crescere, continueranno a crescere le temperature globali. Una recente previsione indica che un nuovo record di caldo globale si raggiungerà nei prossimi 5 anni” ha detto il Segretario dell’Organizzazione Metereologica Mondiale, Petteri Taalas. 

In un’intervista Taalas ha detto che c’è una crescente consapevolezza nella società che il cambiamento climatico è il problema maggiore che l’umanità si trova a fronteggiare.

Ha detto però anche che i paesi non stanno rispettando gli impegni presi nella Conferenza sul Clima di Parigi del 2015, lasciando così che il mondo si avvii verso una crescita delle temperature tra i quattro e i cinque gradi entro la fine del secolo, e che c’è bisogno di misure più ambiziose se vogliamo davvero mitigare il cambiamento climatico. Il gennaio 2020 è stato il gennaio più caldo di sempre e nell’emisfero nord l’inverno è stato estremamente mite.

Il riscaldamento sta provocando lo scioglimento dei ghiacci antartici su larga scala, con conseguenze per l’innalzamento dei mari; l’anidride carbonica emessa dai devastanti incendi australiani ha diffuso inquinamento e polveri in tutto il mondo.

L’estate australiana 2018-2019 è stata finora la più calda, raggiungendo temperature record di 41.9 gradi in dicembre 2018. Caldi record si sono registrati in tutti i paesi europei, compresi i paesi nordici, la Finlandia ha registrato una temperatura di 33.2 gradi.

Molte regioni del nord, inclusa la Siberia e l’Alaska, hanno avuto imponenti incendi, che erano un tempo estremamente rari. Incendi particolarmente estesi hanno avuto anche l’Indonesia, i paesi circostanti e il Sud America.

Le emissioni di gas serra hanno continuato a crescere nel 2019, provocando la crescita del riscaldamento degli oceani, e di conseguenza all’aumento dei livelli delle acque marine, all’alterazione delle correnti oceaniche, alla fusione dei banchi di ghiaccio galleggianti e a cambiamenti drammatici negli ecosistemi marini. Sta crescendo l’acidificazione e sta diminuendo l’ossigenazione degli oceani, con impatti negativi sulla vita marina e su quella delle popolazioni costiere. Ai poli il ghiaccio marino continua a diminuire e i ghiacciai continuano a ridursi per il trentaduesimo anno consecutivo.

Nel 2019 in Groenlandia si sono perse 329 gigatonnellate (una gigatonnellata equivale a un miliardo di tonnellate) di ghiaccio.

Nel 2019 in molte parti del mondo ci sono stati eventi metereologici senza precedenti. La stagione dei monsoni ha proseguito oltre il suo termine normale in India, Nepal, Bangladesh, Myanmar, con inondazioni che hanno ucciso 2200 persone.

Inondazioni ci sono state in Sudamerica in gennaio, e grandi inondazioni in Iran in marzo-aprile. Negli Stati Uniti le perdite economiche per le inondazioni del 2019 sono stimate in 20 miliardi di dollari.

In altre regioni, Australia, Africa del Sud, Centro America, è mancata l’acqua in conseguenza di siccità senza precedenti.

Il 2019 ha visto anche una crescita dei cicloni tropicali, saliti a 72 nell’emisfero nord e 27 nell’emisfero sud. I più distruttivi sono stati Idai, con devastazioni diffuse in tutto il Mozambico e nella costa est dell’Africa; Dorian che ha colpito le Bahamas per ben 24 ore, e Hagibis, che ha causato drammatiche inondazioni in Giappone.

Il cambiamento climatico sta minacciando i raccolti e causando una crescita della fame a livello globale. Siccità, inondazioni, aumento delle invasioni delle locuste minacciano i prodotti agricoli. 820 milioni di persone nel 2018 hanno sofferto la fame per scarsità di cibo determinata dai cambiamenti climatici; quasi 7 milioni di persone hanno dovuto spostarsi dalle loro terre per alluvioni, tempeste, cicloni.

“Dobbiamo mirare in alto alla prossima conferenza sul clima di Glasgow a novembre” ha detto Guterres. Ha chiesto a tutti i paesi di dimostrare che è possibile diminuire le emissioni del 45 per cento entro i prossimi dieci anni, per arrivare a zero entro il 2050.

Ha indicato quattro priorità da porre nella prossima COP26: piani climatici nazionali più ambiziosi per contenere il livello di riscaldamento globale entro 1.5 gradi; strategie per arrivare a zero emissioni entro il 2050; un piano complessivo per sostenere l’adattamento climatico e la resilienza; finanziamenti per un’economia ecologicamente sostenibile.

In risposta a una domanda durante la conferenza stampa, Guterres ha detto che “non dobbiamo permettere che la battaglia contro il coronavirus ci distragga dalla necessità di sconfiggere il cambiamento climatico, l’ineguaglianza e gli altri grandi problemi del mondo. Mentre la malattia sarà temporanea, ci si aspetta che il cambiamento climatico ci danneggerà per molti anni, rimarrà con noi per decenni e richiederà azioni costanti”.

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